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Provincia di Cuneo

Dalla Rocca dei Catari all'Orrido delle Barme

Natura

Cosa faremo

Questa escursione è legata a filo doppio con le memorie e le leggende del luogo, che tesseremo passo dopo passo da Roccavione, il paese dei Catari, a Robilante, fino all’Orrido delle Barme.

La zona che ci ospiterà, punto d’incontro dei fiumi Gesso e Vermenagna, è stata uno dei primi luoghi di insediamento protostorico delle Alpi Marittime, divenuto in seguito confine romano, teatro di scontri e proprietà di molti: Angioini, Marchesi di Saluzzo, e infine Savoia.

Il giro ad anello avrà inizio a Roccavione, l'antica Roccacorvaria, il cui castello era un punto di controllo strategico per il passaggio verso la Provenza e la Liguria.

Salendo dai suoi ruderi, che ancora conservano il ricordo di antiche eresie, raggiungeremo Tetto Cioma e Tetto Griva e, superato un tratto più ripido, approderemo a Pian d'la Reina. La denominazione di questo luogo è legata alla leggendaria regina Giovanna d'Angiò, il cui passaggio è ancora vivo nelle leggende locali.

Proseguiremo poi su strada sterrata, fino a lambire pareti di roccia silicea detta “Roca di Moulere”, da cui venivano ricavate le ruote di pietra delle macine, installate sui mulini che a lungo hanno costellato le vallate.

Imboccando una strada forestale, arriveremo a Tetto Cicet, preambolo di una suggestiva scoperta. Seguendo un antico sentiero, infatti, sbucheremo all’Orrido delle Barme, antro nascosto e magnifico scrigno di biodiversità.

Il ritorno seguirà una leggera discesa in destra orografica del torrente Vermenagna, toccando le diverse abitazioni della località Imperiale, solcata un tempo dall'antica Strada Romana che collegava la pianura al mare.


Foto Copertina: @stefano_multimedia_tecnologia
Questa escursione è legata a filo doppio con le memorie e le leggende del luogo, che tesseremo passo dopo passo da Roccavione, il paese dei Catari, a Robilante, fino all’Orrido delle Barme.

La zona che ci ospiterà, punto d’incontro dei fiumi Gesso e Vermenagna, è stata uno dei primi luoghi di insediamento protostorico delle Alpi Marittime, divenuto in seguito confine romano, teatro di scontri e proprietà di molti: Angioini, Marchesi di Saluzzo, e infine Savoia.

Il giro ad anello avrà inizio a Roccavione, l'antica Roccacorvaria, il cui castello era un punto di controllo strategico per il passaggio verso la Provenza e la Liguria.

Salendo dai suoi ruderi, che ancora conservano il ricordo di antiche eresie, raggiungeremo Tetto Cioma e Tetto Griva e, superato un tratto più ripido, approderemo a Pian d'la Reina. La denominazione di questo luogo è legata alla leggendaria regina Giovanna d'Angiò, il cui passaggio è ancora vivo nelle leggende locali.

Proseguiremo poi su strada sterrata, fino a lambire pareti di roccia silicea detta “Roca di Moulere”, da cui venivano ricavate le ruote di pietra delle macine, installate sui mulini che a lungo hanno costellato le vallate.

Imboccando una strada forestale, arriveremo a Tetto Cicet, preambolo di una suggestiva scoperta. Seguendo un antico sentiero, infatti, sbucheremo all’Orrido delle Barme, antro nascosto e magnifico scrigno di biodiversità.

Il ritorno seguirà una leggera discesa in destra orografica del torrente Vermenagna, toccando le diverse abitazioni della località Imperiale, solcata un tempo dall'antica Strada Romana che collegava la pianura al mare.


Foto Copertina: @stefano_multimedia_tecnologia

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