Itinerario nella Storia: il Borgo Medievale di Monteriggioni
Evento organizzato da Meeters
Cosa faremo
Percorreremo un itinerario che segue una parte dell’antica Via Francigena, visitando due borghi incantati che sembrano appartenere ad un’altra dimensione di tempo e spazio, attraversando luoghi ricchi di biodiversità e testimonianze storiche.
La nostra giornata inizierà da Abbadia Isola, un angolo nascosto della Toscana pieno di fascino, oasi di pace e tranquillità, totalmente al di fuori dalle solite e caotiche mete turistiche. Entreremo nella chiesa romanica dei Santi Salvatore e Cirino, fondata nel 1001 dalla contessa Ava, nobildonna della famiglia dei Lambardi di Straggia. L’abbazia fu edificata, come ricorda il toponimo, ai margini di un’area impaludata, a fianco della Via Francigena, trafficatissima strada di pellegrinaggio e commercio. Fu proprio questa posizione privilegiata ad incrementare notevolmente il potere del monastero, costituendo un punto di sosta già dalla fine del X secolo.
Al suo interno, articolato in tre navate, si conservano pregevoli opere d’arte. Ammireremo la Pala di Sano di Pietro, un dipinto del 1476 su tavola lignea, dove è rappresentata la Madonna col Bambino e i Santi; due affreschi di Vincenzo Tamagni, entrambi del XVI secolo, raffiguranti S. Biagio Vescovo protettore degli animali, un santo particolarmente amato nelle campagne e l’Assunzione della Vergine Maria. Ricorderemo, inoltre, che da questa chiesa proviene una delle più importanti testimonianze della pittura senese della fine del XIII secolo, la Maestà del cosiddetto “Maestro di Badia a Isola”, oggi conservata presso il Museo Diocesano di Colle Val d’Elsa. Noteremo, prima di uscire, anche l’eccezionale Fonte battesimale in marmo alabastrino, realizzato nel 1419 da uno scultore senese.
Camminando sulla Via Francigena di Sigerico, Arcivescovo che per primo percorse questo sentiero che collega Canterbury a Roma, arriveremo al Castello di Monteriggioni, costruito sulla sommità di una dolce collina, dalle pendici coltivate a vigne e olivi. La struttura venne fondata nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena, con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze. La cinta muraria, realizzata in pietra, è costituita da quattordici torri a pianta rettangolare e la loro imponenza impressionarono persino Dante, tanto da suggerirgli una famosa similitudine con i Giganti collocati nell’Inferno. L’accesso principale è Porta Franca, rivolta in direzione di Roma, con un ampio arco a sesto acuto e vicino l’iscrizione che ricorda la fondazione di Monteriggioni.
Spostandoci nella piazza centrale, visiteremo la Pieve di Santa Maria Assunta, l’edificio del borgo che meglio conserva i caratteri medievali. Realizzata nel corso del XIII secolo, presenta un’unica navata, con un’elegante facciata a capanna sulla quale è presente un’apertura ad occhio posta sopra il portale. Al suo interno è presente un dipinto di Lippo Vanni, la Madonna del Rosario, alla quale è dedicata in ottobre una sentita festa.
Concluderemo la nostra escursione passando per i campi e i boschi della Montagnola, tra lecci, aceri e castagni, immergendoci in un ambiente ricco di flora e fauna.
Percorreremo un itinerario che segue una parte dell’antica Via Francigena, visitando due borghi incantati che sembrano appartenere ad un’altra dimensione di tempo e spazio, attraversando luoghi ricchi di biodiversità e testimonianze storiche.
La nostra giornata inizierà da Abbadia Isola, un angolo nascosto della Toscana pieno di fascino, oasi di pace e tranquillità, totalmente al di fuori dalle solite e caotiche mete turistiche. Entreremo nella chiesa romanica dei Santi Salvatore e Cirino, fondata nel 1001 dalla contessa Ava, nobildonna della famiglia dei Lambardi di Straggia. L’abbazia fu edificata, come ricorda il toponimo, ai margini di un’area impaludata, a fianco della Via Francigena, trafficatissima strada di pellegrinaggio e commercio. Fu proprio questa posizione privilegiata ad incrementare notevolmente il potere del monastero, costituendo un punto di sosta già dalla fine del X secolo.
Al suo interno, articolato in tre navate, si conservano pregevoli opere d’arte. Ammireremo la Pala di Sano di Pietro, un dipinto del 1476 su tavola lignea, dove è rappresentata la Madonna col Bambino e i Santi; due affreschi di Vincenzo Tamagni, entrambi del XVI secolo, raffiguranti S. Biagio Vescovo protettore degli animali, un santo particolarmente amato nelle campagne e l’Assunzione della Vergine Maria. Ricorderemo, inoltre, che da questa chiesa proviene una delle più importanti testimonianze della pittura senese della fine del XIII secolo, la Maestà del cosiddetto “Maestro di Badia a Isola”, oggi conservata presso il Museo Diocesano di Colle Val d’Elsa. Noteremo, prima di uscire, anche l’eccezionale Fonte battesimale in marmo alabastrino, realizzato nel 1419 da uno scultore senese.
Camminando sulla Via Francigena di Sigerico, Arcivescovo che per primo percorse questo sentiero che collega Canterbury a Roma, arriveremo al Castello di Monteriggioni, costruito sulla sommità di una dolce collina, dalle pendici coltivate a vigne e olivi. La struttura venne fondata nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena, con il principale scopo di creare un avamposto difensivo contro la rivale Firenze. La cinta muraria, realizzata in pietra, è costituita da quattordici torri a pianta rettangolare e la loro imponenza impressionarono persino Dante, tanto da suggerirgli una famosa similitudine con i Giganti collocati nell’Inferno. L’accesso principale è Porta Franca, rivolta in direzione di Roma, con un ampio arco a sesto acuto e vicino l’iscrizione che ricorda la fondazione di Monteriggioni.
Spostandoci nella piazza centrale, visiteremo la Pieve di Santa Maria Assunta, l’edificio del borgo che meglio conserva i caratteri medievali. Realizzata nel corso del XIII secolo, presenta un’unica navata, con un’elegante facciata a capanna sulla quale è presente un’apertura ad occhio posta sopra il portale. Al suo interno è presente un dipinto di Lippo Vanni, la Madonna del Rosario, alla quale è dedicata in ottobre una sentita festa.
Concluderemo la nostra escursione passando per i campi e i boschi della Montagnola, tra lecci, aceri e castagni, immergendoci in un ambiente ricco di flora e fauna.
Caratteristiche del percorso
Dettagli attività
Cosa portare e cosa sapereInformazioni aggiuntive
5
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